3 Ago, 2008

Quando l'immaginazione fa brutti scherzi. di A. Burgio

Inviato da gioegio 15:26 | Permalink Permalink | Comments Commenti (0) | Trackback Trackback (0) | politica

http://www.esserecomunisti.it/index.aspx?m=77&f=2&IDArticolo=24887

 

[...] Insomma, la situazione è seria e raccomanda a ciascuno – compresi i moderati affezionati alla democrazia borghese – di fare la sua parte. A difesa non della «buona flessibilità», del libero mercato e della sicurezza minacciata dagli «zingari». Ma dello Stato di diritto, della Costituzione e del pluralismo politico. Rinunciando a replicare alle europee il giochetto delle ultime politiche, quando ci si è allegramente sbarazzati della sinistra sfruttando gli sbarramenti posti da una legge-porcata.
Nel caso del fascismo ci fu un solo momento in cui Mussolini si giocò il tutto per tutto. In occasione dell’assassinio di Matteotti il regime vacillò per davvero, poiché fu chiaro che minacciava anche i ceti medi e le fragili conquiste dello Stato liberale. Poi tutto si richiuse, fino alla disfatta della guerra. Riflettano dunque bene i nostri odierni «democratici», sempreché i nomi in politica abbiano ancora un senso. Ma riflettano con altrettanta attenzione, a sinistra, anche i pervicaci teorici dell’inutilità dei partiti, gli eterni innamorati della «società civile». L’idea che si possa contrastare la destra curando reti di relazioni «sul territorio» e disertando il terreno istituzionale è figlia della stessa ideologia che vorrebbe combattere. Non c’è una società autosufficiente, estranea alla politica che la governa e immune per grazia divina dai suoi vizi. Chi lo crede mostra di non saper rinunciare alle favole del liberalismo. Predica una radicale alterità ma pone le premesse per una stabile subordinazione. Noi ci fermiamo qui. Gramsci, che non faceva sconti, parlò in proposito di «primitivismo».

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