11 Apr, 2008
In arrivo un Partito Democratico Nucleare!
Mentre in tutto il mondo si smantellano le centrali nucleari o si
vendono progetti a paesi in via di sviluppo guardandosi bene dal
costruire in casa propria, in Italia esiste una lobby pro-nucleare
apertamente appoggiata da tutto il PDL, dall'UDC e, sempre meno
velatamente, anche dal PD.
Dopo il fisico Gianni Mattioli che lascia il pd contrariato dall'ambientalismo del fare e dalle scelte sul nucleare, per altro per nulla approfondite in campagna elettorale, in arrivo un altro carico di, detta gentilmente, merda.
Così in disordine dunque...
INCHIESTA
Il nucleare riparte da Bologna
Esponenti del Pd tengono a battesimo un master patrocinato da Alma
Mater ed Enea, che formerà tecnici in grado di gestire reattori a
fissione. Un'apertura verso nuove politiche energetiche?
http://www.lastefani.it/settimanale/article.php?directory=080317&block=0&id=1
http://www.lastefani.it/settimanale/article.php?directory=080317&block=0&id=2
Attualmente, in Italia, le persone in grado di interagire con reattori a fissione – e parlo di impianti tradizionali, non di reattori di quarta generazione – saranno non più di due o trecento. Tra questi, i giovani sono davvero pochi. C'è un'esigenza di formazione: se partiremo nei tempi previsti, saremo noi i primi in Italia, ma progetti analoghi sono allo studio anche in altri atenei, per esempio a Genova.
E quindi servono corsi specialistici.
Sì. Noi abbiamo preferito puntare su un master, più che su una scuola di dottorato, proprio perché non vogliamo formare ricercatori 'puri', ma persone in grado di interagire con i processi produttivi. Certo, può darsi che le aziende a un certo punto dicano "non ci interessa più", e che anche il Paese faccia marcia indietro: in quel caso il nostro sarebbe lavoro sprecato. Ma è un rischio che bisogna correre.
[...]
Nessuno li vuole (i reattori nucleari) sul proprio territorio. Allo stesso modo, l'Italia ha detto no al nucleare, e intanto compra l'energia prodotta da dieci reattori francesi. Ma non possiamo sempre chiedere agli altri di fare a casa propria quello che non vogliamo sia fatto a casa nostra."
Sul programma del Partito Democratico è scritto chiaramente che
Per capire cosa si intende per sicurezza "intrinseca" forse sarà utile elencare alcuni incidenti nucleari verificatisi in Francia negli anni 90.
1990: Avaria nelle tubature della stazione nucleare di Gravelines;
1990: Il reattore della stazione di Creys-Malville viene spento a causa della scoperta di un'infiltrazione di sodio.
1990: Due operai vengono contaminati nella stazione nucleare di Blayais.
1991: Avaria nel sistema id raffreddamento nell'impianto nucleare di Belleville.
1991: Un errore umano causa lo spegnimento della stazione di Paluel.
1991: Un'infiltrazione nel sistema refrigerante causa lo spegnimento del reattore della stazione di Nogent.
1991: Un'avaria tecnica crea problemi nella stazione di Belleville.
1991: Scoperta una violazione delle tecniche di specificazione per l'impianto di raffreddaemto dell'impianto di Cattenom.
1992: Avaria tecnica nello stabilimento di Fessenheim.
1992: Avaria tecnica per un'infiltrazione nel sistema refrigerante nell'impianto di Dampierre .
1992: Due operai contaminati nell'impianto di Dampierre.
1993: Errore umano causa problemi tecnici nell'impianto di Cruas.
1993: Avaria nel sistema di strumentazione e di controllo nello stabilimento di Saint Alban.
1993: Problemi tecnici causano un incidente nel sistema di raffreddamento nella stazione di Paluel.
1997:Un treno trasportante 180 tonnellate di scorie altamente radioattive deraglia vicino il confine franco-tedesco, nei pressi di Apach.
Secondo Paolo Fornaciari, ex responsabile delle attività nucleari di Enel, di anni ce ne vorrebbero solo 3 o 4.
Per capire cosa si intende invece quando si parla del problema delle scorie, evidentemente risolto anch'esso intrinsecamente dal programma del PD, è utile riportare le parole di Carlo Rubbia, noto demagogo dell'ambientalismo del no.
radioattivi. Con vari metodi sono inceneriti, triturati, macinati, pressati,
vetrificati e inglobati in fusti impermeabili a loro volta disposti in
recipienti di acciaio inossidabile, veri e propri sarcofaghi in miniatura.
Queste "vergogne" dell'energia nucleare vengono nascoste nelle profondità
sotterranee e marine. Non abbiamo la minima idea di quello che potrebbe
succedere dei fusti con tonnellate di sostanze radioattive che abbiamo già
seppellito e di quelli che aspettano di esserlo. Ci liberiamo di un problema
passandolo in eredità alle generazioni future, perché queste scorie saranno
attive per millenni.
La sicurezza assoluta non esiste neppure in quest'ultimo stadio del ciclo
nucleare. I cimiteri radioattivi possono essere violati da terremoti,
bombardamenti, atti di sabotaggio. Malgrado tutte le precauzioni
tecnologiche, lo spessore e la resistenza dei materiali in cui questi
rifiuti della fissione sono sigillati, la radioattività può, in condizioni
estreme, sprigionarsi in qualche misura, soprattutto dai fusti calati nei
fondali marini. Si sono trovate tracce di cesio e di plutonio e altri
radioisotopi nella fauna e nella flora dei mari più usati come cimiteri
nucleari. Neppure il deposito sotterraneo, a centinaia di metri di
profondità può essere ritenuto secondo me, completamente sicuro. Sotto la
pressione delle rocce, a migliaia di anni da oggi, dimenticate dalle
generazioni a venire, le scorie potrebbero spezzarsi o essere assorbite da
un cambiamento geologico che trasformi una zona da secca in umida, entrare
quindi nelle acque e andare lontano a contaminare l'uomo attraverso la
catena alimentare. A mio parere queste scorie rappresentano delle bombe
ritardate. Le nascondiamo pensando che non ci saremo per risponderne
personalmente."
Per concludere ecco la conferma da parte del PD del suo nuovo orientamento da "ecologia del fare".
Conferma che arriva dalle ultime dichiarazioni di Bersani, fino a qualche mese fa favorevole solo alla ricerca e non alla costruzioni di reattori sul nostro territorio, ma ora ambiguo al punto giusto.
(ANSA) - PIACENZA, 25 MAR - ''Nucleare pulito? Stiamo creando le condizioni per parlarne con serenita' e chiarezza''. Il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani raccoglie l'invito lanciato dal libro di Chicco Testa, che sara' presentato dallo stesso Bersani nei prossimi giorni. ''C'e' sempre piu' l'opportunita' di dialogare su questo tema - ha aggiunto - grazie al lavoro che abbiamo fatto in questo anno e mezzo, con l'obiettivo di portare il Paese a prendere una decisione su basi serie. E' inutile sparare dei si' o dei no a casaccio, il sistema per il momento non e' attrezzato, ma e' quasi pronto: il nucleare e' una scelta eventuale, che pero' deve prevedere certi paletti molto chiari. Con un'operazione che trovi un deposito di superficie, che chiarisca il destino del materiale irraggiato e che rimetta l'Italia nel circuito della ricerca sugli impianti di quarta generazione ci sono le condizioni per decidere, il nucleare pulito diventerebbe un orizzonte su cui riflettere''. (ANSA). C10-DIL
Ce lo spiega Scalia
Chi è questo Chicco Testa di cui parla Bersani?
Ex stella nascente dell'ecologismo italiano, è stato segretario e presidente di Legambiente e, in quella veste, ha promosso con successo il referendum contro il nucleare del 1987.
Poi qualcosa è cambiato. Ora infatti è Presidente del consiglio di amministrazione di Roma Metropolitane, la società che realizza la costruzione delle nuove line metropolitane di Roma. Inoltre è Senior Partner di Rothschild Italia, membro del consiglio di amministrazione di Lloyd Adriatico e RAS, Telit Communications Spa e Presidente di E.V.A., una società che sviluppa e costruisce impianti idroelettrici. Attualmente è membro dell' Expert Advisory Committee dello European Carbon Fund e Presidente del comitato organizzatore del 20° Congresso del WEC - World Energy Council che si terrà a Roma nel 2007.
Inoltre dal 1994 al 1996 Chicco Testa è stato Presidente del consiglio di amministrazione di ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente del Comune di Roma.) Dal 1996 al 2002 è stato Presidente di Enel Spa, la più grande compagnia elettrica italiana. Dal 2002 al 2004 è stato membro del consiglio di amministrazione del Gruppo Riello, leader italiano dei sistemi di riscaldamento. Dal 2002 al 2005 è stato membro dell'European Advisory Board di The Carlyle Group (Private Equity) Presidente del CdA di STA Spa e Presidente del Kyoto Club.
Al cambio di ruolo è dunque seguito un cambio di opinioni. Chicco Testa ha dato alle stampe un libro intitolato retoricamente Tornare al nucleare?
Inutile dire che in questi anni è cresciuto ed è diventato consapevole, dunque ha abbandonato l'ambientalismo del no per passare a quello dei si, del carbone e del nucleare.
D'altronde, come dice lui, chi si oppone è "demagogico".
Un esempio di demagogia è probabilmente opporsi, come ha fatto Rubbia ma anche altri scienziati, al sito che il governo italiano aveva individuato nel 2003, attraverso SOGIN e senza alcuna concertazione con la popolazione del luogo, per lo stoccaggio di tutte le scorie nucleari nel nostro paese: una miniera di sale a Scanzano Jonico, zona altamente popolata a 600 metri dal mare e a un chilometro da un giacimento di idrocarburi..
Qui e qui tutte le informazioni.
Notizia sicura: Scanzano Jonico era perfetto per lo stoccaggio. Ho degli amici che lo hanno visitato e mi hanno assicurato: copriamolo pure di scorie che non si perde niente nessuno, anzi, finalmente questo paese derelitto farà il suo ingresso trionfale ( e la sua uscita di scena) nella Storia.
Inviato da Deus vult! 11 Apr 2008, 19:28


