28 Lug, 2008
Lettera agli amici: "E' al colmo la feccia" di Alex Zanotelli
Napoli 12 luglio 2008
di Alex Zanotelli
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai bassi di Napoli,
dal Rione Sanità nel cuore di quest'estate infuocata.
La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la Verità.
Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel Salmo 12: "Solo
falsità l'uno all'altro si dicono: bocche piene di menzogna, tutti a
nascondere ciò che tramano in cuore. Come rettili strisciano, e i più vili
emergono, è al colmo la feccia".
Quando, dopo Korogocho, ho scelto di vivere a Napoli, non avrei mai pensato
che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato dalla discarica
di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho, alle lotte di Napoli
contro le discariche e gli inceneritori. Sono convinto che Napoli è solo la
punta dell'iceberg di un problema che ci sommerge tutti.
Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero
come viviamo noi ricchi (l'11% del mondo consuma l'88% delle risorse del
pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro
quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti.
I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a
riciclare tutto, a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto, ma
soprattutto a vivere con sobrietà.
È stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione dei
rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent'anni a sversatoio
nazionale dei rifiuti tossici.
Infatti, esponenti della camorra in combutta con logge massoniche coperte e
politici locali, avevano deciso nel 1989, nel ristorante "La Taverna di
Villaricca", di sversare i rifiuti tossici in Campania. Questo perché
diventava sempre più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia.
Migliaia di Tir sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti
tossici e sono stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte
(Acerra-Nola- Marigliano), nelle Terre dei fuochi (Nord di Napoli ) e nelle
campagne del Casertano.
Questi rifiuti tossici "bombardano" oggi, in particolare i neonati, con
diossine, nanoparticelle che producono tumori, malformazioni, leucemie...
Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi racconto.
A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai
potentati economici-finanziari. Infatti questa regione è stata gestita dal
1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti, scelti dai vari governi
nazionali che si sono succeduti.
È sempre più chiaro, per me, l'intreccio fra politica, potentati
economici-finanziari, camorra, logge massoniche coperte e servizi segreti!.
In 15 anni i commissari straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro
per produrre oltre sette milioni di tonnellate di "ecoballe", che di eco non
hanno proprio nulla: sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si
possono né incenerire (la Campania è già un disastro ecologico!) né
seppellire perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste
ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro
percolato quelle splendide campagne denominate "Taverna del re".
E così siamo giunti al disastro! Oggi la Campania ha raggiunto gli stessi
livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e lavoro. Noi, senza
fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo condannati alla stessa sorte.
Il nostro non è un disastro ecologico - lo dico con rabbia - ma un crimine
ecologico, frutto di decisioni politiche che coprono enormi interessi
finanziari.
Ne è prova il fatto che Prodi, a governo scaduto, abbia firmato due
ordinanze: una che permetteva di bruciare le ecoballe di Giugliano
nell'inceneritore di Acerra, l'altra che permetteva di dare il Cip 6 (la
bolletta che paghiamo all'Enel per le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori
della Campania che "trasformano la merda in oro- come dice Guido Viale -
Quanto più merda, tanto più oro!".
Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo decreto n.
90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone, con la forza militare, di
costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i 4 inceneritori
funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da altrove per farli
funzionare. Da solo l'inceneritore di Acerra potrebbe bruciare 800.000
tonnellate all'anno!
È chiaro allora che non si vuole fare la raccolta differenziata, perché se
venisse fatta seriamente (al 70 %), non ci sarebbe bisogno di quegli
inceneritori.
È da 14 anni che non c'è volontà politica di fare la raccolta differenziata.
Non sono i napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano
perché devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli
inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare vietando
ogni resistenza o dissenso, pena la prigione. Le conseguenze di questo
decreto per la Campania sono devastanti. "Se tutti i cittadini hanno pari
dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3 della
Costituzione), i campani saranno meno uguali, avranno meno dignità
sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani.
Ciò che è definito "tossico" altrove, anche sulla base normativa
comunitaria, in Campania non lo è; ciò che altrove è considerato
"pericoloso" qui non lo sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia
e controllo sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e
la magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui
rifiuti, hanno meno poteri che nel resto d'Italia e i nuovi tribunali
speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado di
tutelare, come altrove accade, i diritti dei campani".
Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione
etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto contro
l'aborto e l'eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo che
costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani. Il
decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini Campani.
Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all'inceneritore di
Acerra, a contestare la conferenza stampa di Berlusconi, organizzata nel
cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un centinaio
di persone. (La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto 2004 da parte
delle forze dell'ordine, è terrorizzata e ha paura di scendere in campo).
Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava accadendo. Abbiamo
distribuito alla stampa i volantini :"Lutto cittadino. La democrazia è morta
ad Acerra. Ne danno il triste annuncio il presidente Berlusconi e il
sottosegretario Bertolaso." Nella conferenza stampa (non ci è stato permesso
parteciparvi !) Berlusconi ha chiesto scusa alla Fibe per tutto quello che
ha "subito" per costruire l'inceneritore ad Acerra! (Ricordo che la Fibe è
sotto processo oggi!).
Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il giorno
prima l'ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori! Poi ha annunciato che
avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o quattro ditte
italiane e una straniera, a gestire i rifiuti. Quella italiana sarà quasi
certamente la A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) e quella straniera è
la Veolia, la più grande multinazionale dell'acqua e la seconda al mondo per
i rifiuti. Sarà quasi certamente Veolia a papparsi il bocconcino e così,
dopo i rifiuti , si papperà anche l'acqua di Napoli. Che vergogna!
È la stravittoria dei potentati economici-finanziari, il cui unico scopo è
fare soldi in barba a tutti noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti
convinto che la Campania è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la
Naomi Klein nel suo libro Shock Economy, chiama appunto l'economia di shock!
Lì dove c'è emergenza grave viene permesso ai potentati economico-finanziari
di fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali.
Se funziona in Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina
insegna!).
E per farci digerire questa pillola amara, O' Sistema ci invierà un migliaio
di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la raccolta
differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l'operazione e trecento
psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo arrivati in
questo paese!?! Mi indigno profondamente! E proclamo la mia solidarietà a
questo popolo massacrato! "Padre Alex e i suoi fratelli " era scritto in una
fotografia apparsa su Tempi (inserto di La Repubblica). Sì, sono fiero di
essere a Napoli in questo momento così tragico con i miei fratelli (e
sorelle) di Savignano Irpino, espropriati del loro terreno seminato a
novembre, con i miei fratelli di Chiaiano, costretti ad accedere nelle
proprie abitazioni con un pass perchè sotto sorveglianza militare.
Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici , con le reti come
Lilliput e con tanti gruppi,
continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo. Vi chiedo di
condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema
economico-finanziario che ammazza e uccide non solo i poveri del Sud del
mondo, ma anche i poveri nel cuore dell'Impero. Trovo conforto nelle parole
del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese, Kaj Munk
ucciso dai nazisti nel 1944 . "Qual è dunque il compito del predicatore oggi
? Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una bella risposta. Ma
vorrei dire piuttosto: coraggio.
Ma no, neppure questo è abbastanza provocatorio per costituire l'intera
verità... Il nostro compito oggi è la temerarietà
Perchè ciò di cui come Chiesa manchiamo non è certamente né di psicologia né
di letteratura. Quello che a noi manca è una santa collera".
Davanti alla menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci resta
che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei concittadini,
ma anche nella mia chiesa. "I simboli della chiesa cristiana sono sempre
stati il leone, l'agnello, la colomba e il pesce-diceva sempre Kaj Munk-Ma
mai il camaleonte".
Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade di
Chiaiano, contro l'occupazione militare della cava. Invece di aspettare il
giudizio dei tecnici sull'idoneità della cava, Bertolaso ha inviato
l'esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente raggirata,
abbandonata e tradita .
Non abbandonateci.
È questione di vita o di morte per tutti. È con tanta rabbia che ve lo
scrivo. Resistiamo!
Alex Zanotelli
26 Lug, 2008
Il patetico muro di Lampedusa
Il governo italiano risponde da par suo al cittadino del mondo Barack Obama, simbolo meticcio della contemporaneità. “Dobbiamo abbattere tutti i muri che ancora dividono i popoli e le razze, i ricchi dai poveri”, invocava giovedì da Berlino il candidato presidente. E noi? L’indomani facciamo finta di edificare il patetico muro di Lampedusa.
Naturalmente è una bugia che il territorio nazionale sia minacciato da un’invasione di “clandestini” tale da richiedere la proclamazione dello stato d’emergenza. Al contrario, una vera emergenza scatterebbe nella malaugurata ipotesi che i lavoratori immigrati privi di permesso di soggiorno abbandonassero le nostre aziende e le nostre famiglie. Ma per il ministro Maroni lo scandalo e la riprovazione internazionale sono boccate d’ossigeno, perseguite cinicamente, come già i commissari etnici, il censimento dei nomadi e la sottolineatura esibita delle impronte digitali obbligatorie per i minori rom.
Di fronte ai funzionari del Viminale e ai prefetti impensieriti da tale crescendo di deroghe alla normale amministrazione dell’ordine pubblico, pare che Maroni si giustifichi sottovoce: lasciate che io lanci i miei proclami urticanti e prometta ai sindaci squattrinati la stella di sceriffo; ci aiuterà quando dovremo far digerire agli enti locali l’inevitabile perpetuazione dei campi nomadi e dei ricoveri provvisori. Logica vorrebbe che il governo della destra autoritaria, come antidoto ai flussi incontrollati, faciliti nuove procedure d’immigrazione regolare. Ma non è questo che vuole. Gli stranieri continueranno ad arrivare con visti turistici per essere assunti in nero. Resteranno estenuanti le pratiche di rinnovo del permesso di soggiorno, e nel frattempo anche i regolari che perdono il posto verranno lasciati precipitare nel gorgo dell’illegalità. Perché nel paese dell’economia sommersa il sopruso e l’ingiustizia convengono a molti.
Chi ha vinto le elezioni imponendo la percezione di una società preda della criminalità straniera, chi alimenta la leggenda degli immigrati furbi, titolari di privilegi a scapito della popolazione locale, ora accoglie come un complimento perfino l’accusa di disumanità. Ne misura gli effetti benefici sui sondaggi d’opinione.
Il senso comune reazionario viene infatti coltivato a uno scopo preciso: programmare una guerra tra poveri qualora il calo dei redditi acuisca gravemente il disagio sociale. Seminare oggi il falso allarme per “il persistente ed eccezionale afflusso di extracomunitari”; annunciare il potenziamento delle “attività di contrasto”, non rappresenta una deriva fascista ma qualcosa di più subdolo e insidioso: la codificazione della disuguaglianza anche in materia di diritti fondamentali dell’uomo, fra cittadini e non cittadini, fra appartenenti al popolo ed estranei necessari al popolo purchè rassegnati alla condizione di paria. Questa teorizzata disparità di trattamento è alla base delle antimoderne campagne contro la costruzione di moschee a Milano e Genova, città in cui vivono decine di migliaia di musulmani. Ma l’intimidazione degli stranieri irregolari -necessari e quindi tollerati purchè ridotti a paria- già ne condiziona la vita, all’insegna della paura: varie associazioni di medici denunciano un calo drastico dell’utenza di immigrati bisognosi di cura nelle strutture sanitarie. Vogliamo considerarlo un risparmio, o una vergogna?
La destra italiana fu rigenerata quindici anni fa dall’inventore della tv commerciale facendo leva sulla figura universale, moderna, tendenzialmente cosmopolita, del consumatore di prodotti. Oggi, al contrario, la stessa destra propugna una visione etnica dell’italianità. E aspira a dominare il tempo delle vacche magre rifornendosi del combustibile particolarista: quasi un nuovo colonialismo applicato al mercato domestico.
Nel resto d’Europa destra e sinistra si dividono sull’applicazione di norme rigorose che governino il flusso migratorio, sempre finalizzate all’integrazione e alla cittadinanza. Ultima venuta, l’Italia viceversa s’inebria di retorica del “territorio” da purificare con la macumba di un’immensa ronda provvidenziale. Come se per bucare il video dei talk show i politici di entrambi gli schieramenti fossero chiamati solo a gareggiare su chi sia il più bravo a espellere il maggior numero dei famigerati “clandestini”. Eppure non è lontano il tempo in cui le nuove generazioni degli immigrati parteciperanno alla contesa pubblica, chissà, forse esprimendo i loro Obama multicolore. Speriamo solo di non arrivarci per via di una guerra tra poveri, nel segno dell’odio separatista.
8 Lug, 2008
False intercettazioni Berluscon-Confalonieri: alcune considerazioni sparse
AVVERTENZA: Per venire incontro ai meno dotati - questa intercettazione NON ESISTE, è inventata, frutto della fantasia. Capito?
Quali? Queste:
http://74.125.39.104/search?q=cache:DPMJjJue4-IJ:www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/une-pipe-au-casino-berlusconi2/+site:http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/une-pipe-au-casino-berlusconi2/&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it
http://mau.posterous.com/lintercettazione-fasulla-di-em
http://groups.google.com/group/it.media.tv/browse_thread/thread/2f4c93d5af6a96e6#
Oggi il sito http://www.laprivatarepubblica.com/ ha pubblicato un pezzo finzione,
ironico, satirico, inventato come indicato dall'autore in maniera
chiara, simpatico, divertente, scherzoso, finto, "falso" (chi non l'ha
capito è un Bondi) e contenente le trascrizioni [come già detto
inventate e quindi "false"!!!] delle intercettazioni tra Silvio e
Confalonieri.
Ora il sito dice di essere "in manutenzione" e non è più visibile e nemmeno con la cache di google si riesce a trovare molto.
L'autore, che studia a Bologna ma è di Padova, alla domanda Come ti è venuta l’idea di fare la falsa telefonata? risponde così:
La falsa telefonata era uno sfogo, un pezzo in cui l’obiettivo primario non era tanto Berlusconi quanto l’atteggiamento della stampa. Che si parli del 41-bis, dei boss scarcerati. Delle stragi del ‘92-’93, del ricatto perenne che governa l’ambiente istituzionale».
Tralasciamo la questione della magistratura romana. Possibile che il
porto delle nebbie si attivi con una tale velocità? A volte penso che
si confonda Ghedini con la procura. Detto questo il sito in questione
era ospitato alle Antille...
Peccato che le Antille in questione si riferiscano ad Aruba, una
società con sede a Bibbiena in provincia di Arezzo. E bastava fare il
whois in uno dei mille siti che permettono di farlo.
Come è evidente "Aruba" è il nome dell'azienda,
non la località. Se si è giornalisti ita(g)liani invece e si cerca
Aruba su google ci appare subito la paginetta di quelli di Turisti
per Caso che ad Aruba nelle Antille Olandesi (quindi Olanda anche se dall'altra parte dell'oceano, non Haiti o Marte) ci sono andati oppure
direttamente la mappa con foto di spiagge incluse di google maps.
Poi qualcuno ha scritto che il sito è stato oscurato - da chi? da dio?
- quando invece semplicemente o il server web è andato in tilt per le
troppe richieste oppure è stato bloccato da Aruba che lo ospita perchè
di solito si fa un contratto a traffico. Quando si supera la soglia
pattuita il sito è messo off-line per un tot di tempo. Molto peggio
sarebbe un blocco per eccesso non di traffico ma di fifa. Basta una
telefonata da Dio o dal suo avvocato per violare un contratto?
Il testo integrale delle false intercettazioni, tra l'altro verosimili
e quindi, per quel che mi riguarda, sufficienti per cacciare un governo
di cialtroni come l'attuale, si trova qui:
http://mau.posterous.com/lintercettazione-fasulla-di-em
http://www.spinoza.it/laprivatarepubblica/
http://74.125.39.104/search?q=cache:DPMJjJue4-IJ:www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/une-pipe-au-casino-berlusconi2/+site:http://www.laprivatarepubblica.com/le-nostre-inquisizioni/italian-tabloid/une-pipe-au-casino-berlusconi2/&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it
http://groups.google.com/group/it.media.tv/browse_thread/thread/2f4c93d5af6a96e6#
Se non ci fossero più ecco di seguito l'inizio del post del 22enne che
ha scatenato il panico (Dagospia lo deve aver preso inizialmente per
vero e poi si è un tantino indispettita - ma anche questa è finzione - oppure qualcuno ha spaventato il titolare...) e tanti folli articoli.
Ancora una volta si parla, si
discute, si denuncia, si fanno leggi in base a cose che nessuno a parte
gli eletti in senso lato riescono a leggere.
Si è scatenato un vero e proprio dramma intorno alla sottile linea calda istituzionale. Frotte di italiani infervorati, dopo aver sentito/guardato/letto del succhiogate si sono fiondati sull’internets, i pantaloni slacciati e la manina tremante, alla ricerca di “garfagna pompino berlusconi”, “intercettazione pompino berlusconi” e via googlando. Figurarsi se fosse venuta fuori l’esistenza di un sextape - gli emuli porno di Youtube avrebbero dovuto chiudere i battenti a causa di un’intera nazione che dispiega la sua sgangherata potenza di ricerca.
Oh, la prurigine, che bella cosa! Non ci siamo mai mossi dalla commedia erotica all’italiana. E’ quest’ultima che si è spostata, infatti - dal cinema all’aula parlamentare, tra festini a base di coca (in attesa che i parlamentari scoprano l’iDoser, ça va sans dire), viados-tour e fellanti ministeri senza portafoglio. Ora che il gruppo Espresso, insieme ad altre redazioni, si è calato le braghe di fronte al padrone, finalmente c’è la certezza che nulla verrà pubblicato - una gustosa anteprima di quello che avverrà in futuro dopo il varo della legge-cancella-intercettazioni: il villaggio del ricatto globale.
Bene, cioè male. Non tutto è perduto, però: a questo punto subentriamo noi. Eh già. Grazie ad un eroico anonimo, che rimarrà tale per ovvi motivi di sopravvivenza (quindi niente professione, ambienti frequentati, gole profonde corrotte, etc.), siamo riusciti a venire in possesso di uno dei verbali di trascrizione, tutto nudo e tutto caldo, supersegretissimo. Fatene buon uso, magari per estorcere pacatamente e serenamente il vicino, la suocera, il provider o i genitori che non vi danno i soldi per commettere reati finanziari ed entrare in Parlamento. Ma non ditelo troppo in giro, mi raccomando.
Le casino berlusconi
VERBALE: di trascrizione di conversazioni telefoniche in arrivo ed in partenza sull’utenza avente il numero XXX XXXXXXX in uso a F. C., come da decreto del 12.2.2008 emesso dalla Procura della Repubblica di Milano.
LEGENDA
S.P. = Segretaria de Il Presidente
F.C. = (omissis)
B. = Il Presidente
23.04.2008 / Durata: 8:49 minuti
F.C.: Pronto?
S.P.: Si, segreteria…
F.C.: Eh, sono io.
S.P.: Ah! Le passo subito il presidente. Arrivederci, stia bene.
F.C.: Anche lei, grazie.
(Secondi di attesa)
B.: Carissimo! Come va?
F.C.: Ciao, eh…non propriamente, diciamo, ecco…
[molti molti ecc ecc]
AVVERTENZA: Per venire incontro ai meno dotati - questa intercettazione NON ESISTE, è inventata, frutto della fantasia. Capito?
Giusta per dirla tutta: di
Berlusconi che è presidente del consiglio non possiamo sapere se e da che
velina si fa fare i pompini prima di nominarla ministra mentre
dell'autore di questo post sappiamo anche il numero di telefono. Perchè
se il sito è suo e registrato a lui allora lui è costui, classe 1986 e
probabilmente iscritto ad Ingegneria Informatica a Bologna. Ma a parte
Gilioli dell'Espresso non lo scoprirà nessuno se non i carabinieri dopo
mesi di ricerche e il sequestro di tutta Aruba Italia compreso le sedie
e le scrivanie.
In conclusione un post dichiaratamente satirico su di un sito personale
e una valanga di merda e stronzate raccontate per tutto il giorno dai
giornali e dagli sgherri di turno.
Esemplare questa dichiarazioni di Ghidini, vero ministro ombra della "giustizia di
Silvio" nonchè suo dipendente fisso in quanto suo avvocato 24h su 24
(caso evidente di rapporto a tempo indeterminato mascherato da un
contratto di collaborazione o da una partita iva, quindi da assumere
immeditamente col pagamento dei contributi pregressi):
«In relazione alla pubblicazione in un sito Internet di una comunicazione telefonica, asseritamente intercorsa nell'ambito di un procedimento penale fra il presidente Berlusconi ed il dottor Confalonieri, si tratta con assoluta evidenza di un falso plateale completamente inventato e surrettiziamente costruito. Trattasi di un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio e per il quale saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicarlo o a riprenderne anche parzialmente il contenuto»E anche il dipendente Confalonieri, da par suo, «diffida quindi ogni organo di informazione alla diffusione in tutto o in parte di questa falsa telefonata la cui pubblicazione sarebbe gravemente e gratuitamente diffamatoria. Contro chi dovesse contravvenire saranno proposte tutte le azioni giudiziarie in ogni sede competente».
Ovviamente invito tutti alla moderazione e alla NON diffusione dei link con il testo integrale delle verosimili-finte intercettazioni di Silvio B. O ancora meglio: prima di NON inviarlo modificatelo a piacere.
8 Lug, 2008
False intercettazioni: il testo integrale
Le false intercettazioni di Silvio e Confalonieri su Mara si trovano qui
http://mau.posterous.com/lintercettazione-fasulla-di-em
http://www.spinoza.it/laprivatarepubblica/
6 Lug, 2008
[Aggiornamento TotoPompini] si mette male per Silvio "cento colpi di cazzo" B.
APPENA SBARCATA DAL VOLO RIO-MALPENSA VERONICA AVREBBE VISTO I LEGALI
PERCHÈ LA PUBBLICAZIONE DELLE INTERCETTAZIONI AVREBBE FAVORITO LA LARIO
PERCHÉ IL GRUPPO ESPRESSO E MIELI NON HANNO DIVULGATO SILVIO-HARDCORE
Quest’ultimo “a titolo personale”, se si può dire, vale a dire non le avrebbe mai portate a via Solferino e consegnate al redazione. Le ha tenute gelosamente per sé e solo da qualche allusione maliziosa e fotina birichina si è capito che il direttore del Corriere conosce – e bene – il contenuto delle chiacchiere a ruota arrapata dell’infojato Cavaliere.
Per quanto riguarda ‘La Repubblica’ e ‘L’espresso’ si è capito ieri, leggendo il pezzo “riassuntivo” delle prodezze & nefandezze intercettate, a cura del vice direttore Giuseppe D’Avanzo, che gli hard-core–files non sarebbero mai state pubblicati – e oggi Curzio Maltese lo scrive: “la festa appena iniziata è già finita”.
Bene. Come mai non è arrivata la spallata di carta al governo berluscone? (Ma fino al giorno 8 luglio tutto potrebbe succedere, in base a ciò che sentenzierà il gup di Napoli). Intanto perché, la legge vieta di intercettare due deputati della Repubblica (senza previa autorizzazione del Parlamento).
Secondo punto: lo studio legale del Gruppo Espresso (Ripa di Meana) avrebbe formulato – dicono – parere negativo sulla pubblicazione. Forse sono troppo “intime” le conversazioni, comunque se pubblicate scatenerebbero un’apocalisse su De Benedetti e compagni. E dato che in italia, il più pulito ha una rogna così, come ha ricordato Cossiga alludendo alla fedeltà coniugale di Scalfari, insomma mejo abbassare penna e saracinesca.
E torniamo al silenzio di Veronica, di cui Dagospia è stato il primo a scriverne. Ora va da sé che ciò che scriviamo sono solo indiscrezioni di cui non abbiamo nessuna conferma ma le fonti son ben autorevoli.
Quindi, la bomba: Lady Lario, appena sbarcata alla Malpensa, avrebbe contattato i suoi legali. Infatti, sotto il primo strato di orgoglio ferito di Veronica batte sempre la ferita della divisione dell’impero berlusconiano. Secondo gli “addetti ai livori”, in parole povere, il reale motivo della crisi eterna tra Silvio e la moglie avrebbe origine dalla diversità di opinione sul frazionamento del patrimonio billionaire tra i 5 figli.
Ora il frutto di primo letto della carica fecondativa del Cavaliere sono Marina (capo della Mondadori) e Piersilvio (capo di Mediaset), quelli sfornati dai lombi della Lario sono invece tre: Luigi, Barbara ed Eleonora. Che per ora, vista anche l’età, non ricoprono nulla di importante se non il ruolo di consigliere.
Ora se la matematica non è un’opinione si prende il montepremi dei sudori del Cav infojato e lo si divide per 5: 20% ciascheduno. Facile, no? Invece, qui sta il casino: dividendo così i tre pargoli di Veronica avrebbero in mano il 60% dell’impero, ergo la maggioranza e Silvio non lo trova opportuno, per non dire ingiusto. Lui vuole dividere a metà: 50% a Marina e Piersilvio e l’altra metà ai tre pargoli di secondo letto. Ma da questo orecchio Veronica non ci sente.
Certo, con una separazione per colpa, la situazione si ribalterebbe a suo favore, e con le chiacchiere hard-core di Silvio sarebbe una passeggiata. Ma quelle maledette intercettazione non intendono uscire e una separazione consensuale porterebbe solo a un accordo famigliare (50% e 50%). Salvo errori, orrori e omissioni, così raccontano.
Dagospia 05 Luglio 2008
3 Lug, 2008
TotoPompino: chi ha fatto cosa a Silvio B?
Anche su questo noi Italiani siamo avanti. In Belgio Tania Derveaux ha promesso un pompino per ogni voto. Chiaramente una vetero-democratica: in Italia se ne fai uno giusto poi diventi direttamente ministra. E' il porcellum? Qui le info: http://dagospia.excite.it/articolo_index_41721.html
Praticamente il governo potrebbe cadere da un momento all'altro sopratutto se il pompino fosse "avVenuto" prima del voto: ergo lo tengono per le palle...
Aggiornamento: Mi dicono che la Michela sia stata trombata proprio all'ultimo sia dal ministero della salute sia da quello dell'ambiente. Quindi non è ministra ma sottosegretaria. Considerando dunque che Michela è stata trombata due volte e che invece qui si parla di un pompino solo non rimarrebbe, stando a Dagospia, che la sobria Mara. La stessa Mara che scrive a Repubblica di condividere "le parole del Papa quando afferma che la 194 e' una ferita, che oggettivamente ha fatto perdere all'Italia milioni di vite provocando un danno spirituale e demografico del Paese." Come si sa ci sono sistemi contraccettivi più efficaci e spirituali.
Fabrizio d'Esposito per “Il Riformista”
Sono il Santo Graal della Terza Repubblica. Tutti le cercano ma non le trovano. È il Codice da Silvio, che intriga molto, ma molto di più del blocca-processi e del lodo Alfano, testi aridi e noiosi. Ieri Dagospia ha annunciato che usciranno entro una settimana. E in quel momento, giura, si scatenerà l'Apocalisse. Testuale. Non a caso le redazioni dei quotidiani italiani sono in ansia da giorni e i loro direttori tentano di capire che cosa fare. Qualcuno le tiene chiuse in un cassetto, un altro le vorrebbe ma non ce l'ha, un altro ancora si augura che vengano censurate, come nel caso di Stefano Menichini di ‘Europa’.
Il più diretto, invece, è stato Vittorio Feltri di Libero: «Il vero guaio di Silvio è la gnocca». Insomma, a tenere banco tra gossip e realtà, parafrasando Ligabue, sono le presunte intercettazioni hard del Cavaliere su ministre, veline e attricette. Ossia i brogliacci telefonici usciti dall'inchiesta di Napoli sul duopolio collusivo Rai-Mediaset, quella su Saccà tanto per intenderci, e classificati come «non penalmente rilevanti». E tutto ciò fornirebbe inoltre una chiave di lettura ben precisa all'annuncio fatto ieri dal premier: «Sulle intercettazioni probabilmente ci sono i termini di necessità e urgenza per procedere con urgenza al decreto legge».
Sabato scorso il Riformista ha riferito che la telefonata più piccante riguarderebbe un'ex soubrette poi diventata ministro. Il giorno dopo, sollecitata in merito dal Corriere della Sera, Giorgia Meloni di An, titolare delle Politiche per i giovani, se l'è cavata così: «Io? Io proprio no. Le sembro una con il fisico da showgirl?». Dunque la Meloni non è. Chi resta? I nomi sono quelli lì e ieri poi un autorevole testimone de oculo, che sostiene cioè di aver letto qualche brano del prezioso Codice da Silvio, ha confidato a qualcuno che le ministre sarebbero addirittura due. In pratica, in una telefonata a un amico il premier farebbe una comparazione tra le qualità delle due donne. Solo voci? Pura fantasia? Fatto sta che in Transatlantico, ma anche altrove, non si parla d'altro.
Prima scena, ieri a Montecitorio. Fuori nel cortile non si respira per il caldo. Interlocutore maschio: «La telefonata di ... (segue nome e cognome del ministro) è quella più forte. Roba da paura. Uno scandalo. C'è lei che spiegherebbe a un'altra come trattare il premier... (segue descrizione di una pratica già causa in un altro paese occidentale di impeachment)».
Altro capannello, altra telefonata: «Il Cavaliere teme che esca una conversazione in cui riferirebbe a un altro le sue difficoltà... (segue specificazione del campo in oggetto) e di come li avrebbe risolti grazie a un farmaco sperimentale». Le due voci riportate sono poi indicative dei partiti che si stanno formando sul contenuto delle intercettazioni (sempre se ci sono) e sulle relative interpretazioni.
I partiti sono due. Il primo mette insieme deputati e senatori che concordano soprattutto su un punto: il Cavaliere non avrebbe nulla da perdere con queste telefonate. Anzi. C'è pure chi ripete una frase pronunciata dal premier nei giorni scorsi. Questa: «Io paura? Sono altre a essere tormentate. Io sono tranquillo, non temo nulla. Al massimo verrà fuori che sono il più bravo anche in quello». Capito? Il blocca-processi non sarebbe stato fatto per i dettagli scabrosi in incubazione alla procura di Napoli. Il secondo partito, ovviamente, è convinto del contrario: il Cavaliere teme di perdere la faccia (tesi sostenuta anche da Feltri) per i particolari che verrebbero fuori. Senza contare che poi lo scandalo investirebbe altri pezzi di governo. A quel punto non sarebbe esclusa una crisi.
Fantapolitica? Può darsi, ma qualcuno ricorda che cosa successe quando furono rese pubbliche le insinuazioni su un ipotetico flirt tra Gianfranco Fini e un altro ministro. Era qualche anno fa. Su un quotidiano uscì una conversazione intercettata al bar fra tre colonnelli di An e successe il finimondo, compresa un'epurazione ai vertice del partito. Non solo. Terzo capannello a Montecitorio e altro interlocutore maschio: «La vera questione non è il sesso. Uno scandalo del genere comporterebbe la separazione di Berlusconi dalla moglie Veronica. E a quel punto ciò che gli farebbero i giudici civili in una causa di divorzio sarebbe molto pesante. Gli potrebbero portare via anche metà del patrimonio. Altro che i processi penali, qui rischia grosso».
Riassumendo: in queste ore al centro della vita politica del paese ci sono le voci e i sussurri sulla vita privata del premier. L'ennesimo conflitto d'interessi. Battute a parte, sarebbe in atto una vera e propria corsa contro il tempo per bloccare l'Apocalisse annunciata dal sito di Roberto D'Agostino.
Ieri, intervistato da Renato Farina per Libero , il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha detto che stavolta per il premier è scattata «la soluzione finale». Che comprende anche il gossip e le intercettazioni a luci rosse. Di qui la decisione del Cavaliere di dare una stretta alla pubblicazione delle conversazioni sui giornali: decreto legge coi caratteri di urgenza e necessità. Anche perché il ddl varato dal consiglio dei ministri ancora non ha cominciato il suo iter parlamentare. Altro che refuso allora. Quando, infatti, il governo decise di intervenire sulle intercettazioni ci fu il giallo del decreto legge: a Palazzo Chigi il ddl divenne dl e il Quirinale si pronunciò duramente contro un'ipotesi del genere. Il Cavaliere si difese dicendo che era tutta colpa di un refuso e non c'era dolo.
Adesso che invece è partito il conto alla rovescia sulle trascrizioni provenienti da Napoli, è rispuntato fuori il dl. E stavolta non si tratta di un refuso. Stando alle indiscrezioni, allora, ciò che avrebbe preoccupato dall'inizio il premier era soprattutto Napoli, non Milano con il processo Mills. La risoluzione dell'enigma sarebbe contenuta in quelle pagine. Forse verranno fuori, forse no. In ogni caso la guerra tra il Caimano e le toghe non è destinata a fermarsi. Dice un berlusconiano autorevole. «I magistrati hanno cercato di colpire il bersaglio in tutti i modi. E visto che non ci sono riusciti adesso sono pronti a far uscire l'ira di Dio sul premier». La «soluzione finale» come profetizzato da Cossiga, che in casi come questi ci prende sempre.



